Indice attività Crohn (CDAI)


Avvertenza

Le scale che vi proponiamo vanno utilizzate e interpretate nel loro valore puramente indicativo, cioè non diagnostico e non definitivo, per ottenere i quali sono sempre necessari il consulto gastroenterologico ed esami clinici oggettivi. Si declina, pertanto, qualsiasi responsabilità per l’uso improprio di questa scala, che non esime il paziente affetto da IBD dalle terapie e dai controlli periodici che gli sono stati prescritti.


Le scale per l’attività delle IBD

Convivere quotidianamente con una patologia cronica, ci porta di frequente a chiederci se quelle 2-3 scariche in più o quel dolore articolare stanno a indicare una riacutizzazione della malattia e se è il caso o meno di contattare il gastroenterologo per una risposta che possa tranquillizzarci.

Nella clinica della malattia di Crohn sono state elaborate delle scale, in grado, sebbene in modo approssimativo, di individuare l’indice di attività della malattia, la più famosa delle quali è il CDAI (Crohn Disease Activity Index), utilizzata nei cosiddetti trials, cioè nelle sperimentazioni, per accertare, ad esempio, eventuali cambiamenti in seguito ad un trattamento terapeutico. Questo indice, però, si basa sull’osservazione settimanale di fattori più o meno oggettivi, alcuni dei quali di non facile individuazione per pazienti soggetti ad una mutabilità organica e fisiologica, quali siamo noi (ad esempio il peso forma e l’ematocrito standard).
Più recentemente è stata approntata una scala più snella, basata sui dati delle ultime 24 ore, i cui risultati hanno dimostrato un grado di precisione pari al 93% rispetto al CDAI classico, di cui vengono ripresi solo 5 fattori. Si tratta dell’Indice Harvey–Bradshaw, del quale abbiamo predisposto un semplice calcolatore automatico.
Quali sono i limiti degli indici di attività? In primo luogo alcuni parametri sono del tutto soggettivi (ad esempio: condizioni di benessere generale), quindi influenzabili da diverse variabili legate sia allo stesso soggetto che a diversi soggetti. L’altro punto riguarda un dato abbastanza oggettivo: il numero delle scariche liquide. Il parametro è riferito, evidentemente, a pazienti che non abbiano subito resezioni ileo–ciecali, in quanto è risaputo che il mancato assorbimento dei sali biliari nell’ileo terminale (mancante) provoca feci diarroiche al di là di processi infiammatori in atto. Questo significa che, nei casi di resezione ileoterminale, si possono avere anche più scariche liquide quotidiane, ma non necessariamente queste scariche dipendono da un’infiammazione della mucosa intestinale.
Fatte queste dovute precisazioni, che ci aiutano a capire ancora meglio quanto generica possa essere la risposta ottenuta, potete accedere alla pagina del calcolo tramite il link sottostante. Se non hai una diagnosi certa di malattia di Crohn, è del tutto inutile rispondere alle domande e pensare che un numeretto possa sostituirsi ai sofisticati esami strumentali attualmente disponibili.


Calcolo CDAI
Indice Harvey–Bradshaw

 

Benessere generale

Molto buone

Leggermente sottotono

Cattive

Pessime

Tremende


Dolori addominali

Nessuno

Leggeri

Moderati

Severi


Numero di scariche liquide giorno precedente

Inserisci numero:


Massa addominale

Nessuna

Incerta

Evidente

Evidente e dolorosa


Complicanze correlate al Crohn

artriti o artralgie

iriti o uveiti

eritema nodoso

pioderma gangrenoso

stomatiti aftose

fissurazioni anali

nuova fistola

ascessi perianali


 

 



Lettura dei risultati

Se il risultato è compreso fra 3 e 6 il crohn è da considerarsi in fase di remissione.
Con risultato da 7 in su, il crohn è in fase di attività: maggiore è lo scarto rispetto al valore base, più severo è il grado di attività. Consigliamo vivamente, in questo caso, di consultare il gastroenterologo per avere conferma ed eventualmente adattare la terapia alle necessità.
Ringraziamo il dott. Silvio Danese per indicazioni e consulenza.