Conoscere l’intestino


Introduzione

A volte si parla dell’intestino avendone una conoscenza molto vaga, magari reminiscenze generiche di quanto appreso sui banchi di scuola. In questa pagina vi proponiamo, senza pretesa di essere esaustivi, le linee essenziali per sapere come è fatto (anatomia) e come funziona (fisiologia) il nostro intestino.


Anatomia essenziale dell’intestino

Come è fatto il nostro intestino? La lunghezza dell’intestino può variare da una persona all’altra, in media si parla di circa 7 metri complessivi.

L’intestino si articola in due segmenti ben distinguibili fra loro per il diverso diametro: intestino tenue (o piccolo intestino) e intestino crasso (o grosso intestino): il primo lungo in media 5 metri (con un’oscillazione compresa fra i 3 e i 7 metri) e di calibro variabile tra 25 e 47 mm, il secondo lungo circa 1.5 metri (ma anche in questo caso la misura può variare notevolmente) e con un calibro variabile ma molto maggiore rispetto al tenue.
L’intestino tenue si sviluppa in una prima parte ben individuabile, il duodeno (lungo 20–25 cm per 47 mm di diametro), e in una serie di anse che non presentano grandi differenze anatomiche, ma assumono la diversa denominazione di digiuno, di colorito più roseo e maggiore spessore della parete, e di ileo, di parete più sottile e calibro (esterno 3,5 cm, interno 2,5) di mezzo centimetro inferiore. L’ultimo tratto di ileo (detto ileo terminale) si innesta nell’intestino crasso attraverso la valvola ileo–ciecale.
L’intestino crasso inizia dal cieco (alla cui estremità inferiore troviamo l’appendice) e prosegue nel colon ascendente, nel colon trasverso, nel colon discendente, nel colon sigmoideo (o più semplicemente Sigma), retto e ano.
La forma dell’intestino crasso è più lineare rispetto al tenue: esistono due piegature abbastanza nette che delimitano il colon trasverso (flessura epatica e flessura splenica) ed una curva sigmoidea più morbida. È inoltre molto più fisso per gran parte della sua estensione.

Fonte: S.Standring: Anatomia del Gray, vol. II, pp. 1119–1123 e 1131, 2009 (40ª Ed.) ELSEVIER, Milano


Fisiologia essenziale dell’intestino

Il processo alimentare nell’organismo umano si distingue in due distinti momenti: la digestione e l’assimilazione. La digestione consiste nella trasformazione del cibo in elementi più semplici in grado di essere assimilati dall’intestino ed avviene principalmente nella bocca e nello stomaco, attraverso un’azione meccanica (masticazione e movimento dello stomaco) e una chimica (enzimi salivari e succhi gastrici).
La digestione degli elementi più complessi, come i grassi e le proteine, si completa nell’intestino tenue, dopo che la bile e gli enzimi pancreatici sono stati riversati nel duodeno.
Attraverso la nostra alimentazione noi introduciamo essenzialmente: carboidrati, proteine, fibre, lipidi (o grassi), vitamine.
Per una completa comprensione dell’immagine relativa all’assorbimento dei nutrienti è necessario specificare che:

  1. Le vitamine si distinguono in idrosolubili (solubili nell’acqua), cioè le vitamine C, B1, B2, B5, B6, PP, B12, Bc, H, e liposolubili (solubili nei grassi), cioè le vitamine A, D, E, K.
  2. Le fibre si distinguono in solubili e insolubili, le prime fermentano e creano una sorta di sostanza gelatinosa che rallenta il transito intestinale, ma assorbe il colesterolo; le altre, al contrario, accelerano il transito intestinale. Le fibre vengono comunque espulse alla fine del ciclo digestivo.