Fumo e M.I.C.I.


Introduzione

Riporto i risultati di uno studio svolto in Scozia sull’incidenza del fumo nelle patologie intestinali croniche.
Il fumo incide sull’età della prima diagnosi nelle IBD? Influenza la localizzazione del crohn o l’estensione della RCU? C’è relazione, nelle m.i.c.i., tra fumo e prospettiva chirurgica?

A questi interrogativi hanno cercato di dare una risposta gli esperti di un’equipe, diretta da Marian C. Aldhous, dell’Università di Edimburgo in Scozia, attraverso un’analisi retrospettiva condotta su campioni la cui ampiezza assicura un alto grado di attendibilità: 408 pazienti con mdc, 499 con RCU chiaramente caratterizzata.
I risultati della ricerca sono apparsi sull’American Journal of Gastroenterology di Aprile 2011, in due articoli separati, uno relativo ai dati nella malattia di crohn, l’altro con quelli relativi alla colite ulcerosa. I risultati ottenuti vanno, infatti, necessariamente interpretati in maniera differenziata.


Fumo ed RCU

Nei pazienti con la colite ulcerosa coloro che hanno smesso di fumare sono arrivati più tardi alla diagnosi rispetto a fumatori e non, e comunque gli ex-fumatori hanno una probabilità significativamente maggiore di sviluppare una RCU rispetto ai fumatori. Tra i fumatori, coloro con malattia estesa sono risultati quelli meno accaniti, mentre quelli con il colon più sano erano i fumatori più accaniti. Sul termine dei 5 anni, la regressione di una malattia estesa è stata più frequente nei fumatori che negli ex-fumatori o i non fumatori.


 

Fumo e Crohn

I risultati relativi alla malattia di Crohn hanno evidenziato, invece, che il fumo può incidere sulla localizzazione della malattia, in quanto, al momento della diagnosi, il numero dei fumatori con localizzazione al colon è significativamente inferiore a quello con localizzazione al tenue. Il dato si presta ad importantissime interpretazioni, perché è risaputo che, a prescindere dal fumo, l’evoluzione colica del crohn è più lenta e quindi la necessità chirurgica è meno frequente. Dall’altro lato, quando il crohn colpisce l’intestino tenue, i danni infiltranti ed ostruttivi sono maggiori e tali da esporre più facilmente alla soluzione chirurgica.

A detta degli autori, se le differenze fisiologiche fra piccolo e grosso intestino possono spiegare il motivo per cui una parte venga colpita più facilmente dell’altra nei fumatori, restano da spiegare il modo e le ragioni per cui questo avviene.

Già pubblicato su crohniani.net in data 08 Maggio 2007, 12:47